Tempio Pausania

Il Centro Aias di Tempio Pausania, attivo dal 1979, si trova in via G. M. Angioy, 2.

Attualmente si occupa della riabilitazione di pazienti in età adulta e pediatrica in regime ambulatoriale e domiciliare.  La presa in carico per i diversi trattamenti riguarda circa 100 pazienti, fra adulti e minori.

L’organico del Centro è composto da un responsabile amministrativo, un assistente sociale, cinque fisioterapisti, un logopedista, un operatore socio sanitario, un ausiliario e un autista che operano in qualità di dipendenti. L’organico è integrato dalla presenza, in qualità di consulenti, di un neurologo responsabile della direzione sanitaria, una fisiatra, due neuropsichiatre infantili e due psicologhe con diverso indirizzo.

Riabilitazione globale pazienti adulti

Per tale tipologia di pazienti, vengono offerte prestazioni di trattamento neuroriabilitativo ambulatoriale e domiciliare globale, a carattere intensivo, estensivo e di mantenimento. La presa in carico del paziente comincia, all’atto dell’inserimento, con una valutazione multidisciplinare (medico, fisioterapista, assistente sociale, psicologo) al fine di individuare i bisogni globali dell’individuo e formulare un corretto programma riabilitativo. Il percorso viene delineato nell’ottica dell’ottenimento di risultati in termini di miglioramento funzionale della persona, con ricaduta positiva sulla qualità di vita generale.

L’utenza del Centro comprende pazienti in fase post-acuta (es. recente ictus) per i quali viene programmata una alta priorità di inserimento ed un trattamento con frequenza e durata adeguati al bisogno riabilitativo.

L’altra tipologia di pazienti afferenti al Centro comprende invece adulti affetti da malattie neurologiche contraddistinte da cronicità. In questi casi il trattamento può essere mirato ad un miglioramento funzionale in relazione al grado di disabilità presente o a un mantenimento delle abilità residue, nell’ottica di contrastare la progressione della malattia di base.

In relazione al bisogno assistenziale vengono impiegate differenti figure professionali (fisioterapista, logopedista, psicologo), al fine di ottenere un miglioramento in tutti gli ambiti funzionali.

La figura centrale nell’ambito dell’intervento neuromotorio è rappresentata dal fisioterapista, che si occupa della valutazione iniziale del paziente in collaborazione con le altre figure professionali, e del trattamento motorio in relazione agli obiettivi prefissati.

La presa in carico dello psicologo consiste in un primo incontro che ha lo scopo di valutare le abilità cognitive generali che permettano al paziente di intraprendere un percorso psicologico; si stabilisce la frequenza degli incontri, il cui obiettivo prevede un lavoro centrato sul significato che ha il sintomo per il paziente, spesso legato alla disabilità, in termini di pensieri, immagini, sulle emozioni che caratterizzano il proprio vivere e come queste modulano le situazioni del quotidiano. Un approccio basato sul “qui e ora” con lo scopo di produrre il benessere psicologico del paziente stesso.

Intervento sociale – Il fulcro del lavoro sociale all’interno dell’ente è rappresentato dalla funzione di segretariato sociale: mediante l’informazione si accoglie e si orienta il paziente all’interno della struttura, si supporta nell’iter burocratico relativo all’espletamento delle pratiche per il riconoscimento dello stato di invalido civile e portatore di handicap, si valutano i bisogni di tipo assistenziale proponendo misure di sostegno adatte alle sue esigenze ed a quelle del caregiver mediante contatti con i servizi territoriali. Tutti gli interventi vengono discussi, condivisi e concordati con il beneficiario o in caso di problematiche di tipo cognitivo con il familiare referente, nell’ottica del pieno principio dell’autodeterminazione. Le finalità sono essenzialmente quelle di favorire l’empowerment ed atteggiamenti di tipo resiliente rispetto alle difficoltà correlate al disturbo, creando nuovi canali mediante la promozione di reti sociali. L’approccio utilizzato è quello di tipo sistemico-relazionale che considera l’individuo all’interno del proprio contesto e nell’ambito delle relazioni con l’ambiente familiare, le istituzioni, il sistema delle risorse.

Logopedia – Il trattamento è finalizzato alla riabilitazione di problematiche quali afasia, disartria, disfonia, disfagia, se presenti. Tali disturbi possono essere presenti in pazienti con patologie croniche su base neurodegenerativa o in seguito ad eventi acuti (es. patologia cerebrovascolare).

Riabilitazione globale pazienti in età pediatrica

I pazienti in età pediatrica afferiscono invece al Centro per problematiche inerenti a patologie neuromotorie (Paralisi Cerebrali Infantili), disturbi dello sviluppo (Disabilità Intellettive di vario grado, Disturbi della Comunicazione, Disturbi dello Spettro Autistico, Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, Disturbi dell’Apprendimento, Disturbi del movimento), sindromi malformative congenite su base genetica o acquisita.

La presa in carico è globale. L’équipe che valuta il bambino, dal momento del suo ingresso, è a carattere multidisciplinare, con incontri periodici tra le varie figure assistenziali, in modo da stabilire obiettivi a medio e lungo termine. La globalità dell’intervento riguarda anche le persone coinvolte all’interno del progetto. Gli interventi, infatti, sono mirati al supporto diretto sia al minore, che alle figure educative che gravitano intorno a lui.

La terapia riabilitativa sul bambino mira a potenziare le abilità deficitarie, potenziando le sue autonomie personali e sociali, compatibilmente con il quadro clinico di base.

Intervento psicologico - All’interno delle sedute si lavora con il bambino tramite l’utilizzo di tecniche prevalentemente di tipo cognitivo-comportamentale, al fine di insegnare abilità di autonomia personale, gestione delle emozioni e dello stress. Viene inoltre impostato un percorso di psicoeducazione per la conoscenza di sé, aiutando il bambino ad acquisire informazioni sul suo disturbo ed imparare a gestirlo. L’insegnamento di abilità sociali avviene sia attraverso l’apprendimento strutturato sia tramite l’utilizzo di storie sociali, adottando tecniche cognitivo-comportamentali.

La presa in carico del bambino è finalizzata alla generalizzazione delle abilità apprese in ambito riabilitativo nei vari contesti di vita. In tale ottica viene coinvolto attivamente il nucleo familiare del minore, attraverso il “Parent training”. Tale percorso viene attuato attraverso una serie di incontri, nei quali si espongono varie tematiche riguardanti la diagnosi del figlio con il fine di:

  • far acquisire conoscenze scientifiche sulle caratteristiche patologiche,

  • fornire informazioni sulle possibili tecniche riabilitative di documentata efficacia (Evidence Based),

  • sviluppare competenze educative (cos’è un comportamento problema, come gestirlo, utilizzo di strategie comunicative di tipo visivo ecc.),

  • acquisire strategie cognitivo-comportamentali (analisi funzionale, problem solving, task analysis) che aiutino a superare i comportamenti problematici o favoriscano l’acquisizione di abilità di autonomia,

  • fornire uno spazio in cui poter elaborare reazioni emotive rispetto alla diagnosi,

  • far acquisire abilità di fronteggiamento e resilienza attraverso l’elaborazione dei pensieri disfunzionali (psicoeducazione emotiva, abc, ristrutturazione cognitiva).

    LogopediaComprende la riabilitazione dei disturbi della comunicazione (Disturbi del linguaggio, Disturbo fonetico-fonologico, Disturbo della fluenza con esordio nell’infanzia, Disturbo della comunicazione sociale), primitivi o secondari a disabilità intellettiva, a Disturbo dello spettro autistico, patologie neurologiche e su base genetica.

    Nei casi clinici che necessitano di trattamento dei Disturbi del linguaggio non verbale viene utilizzato il metodo di comunicazione alternativa PECS (Picture Exchange Communication System, sistema di comunicazione per scambio di simboli).

    Per quanto concerne i pazienti affetti da Disturbi dell’apprendimento viene attuato un programma di potenziamento delle abilità di lettura, scrittura e calcolo e supporto nell’acquisizione di strategie compensative

    In caso di compromissione delle funzioni facio-oro-deglutitorie l’intervento riabilitativo ha il fine di promuovere lo sviluppo motorio e sensoriale dell’apparato buccale e offrire supporto ai genitori nell’introduzione degli ausili di alimentazione.

    Psicomotricità – E’ una disciplina che intende supportare i processi evolutivi dell’infanzia, valorizzando il bambino nell’integrazione delle sue componenti emotive, intellettive e corporee, nella specificità del suo mettersi in gioco primariamente attraverso l’azione e l’interazione, nell’uso dello spazio e degli oggetti, nell’interazione con l’altro e col gruppo, nella capacità di rappresentarsi agli altri attraverso i diversi canali comunicativi: movimento, parola, gioco. L’intervento considera  il bambino globalmente, non escludendo la differenziazione e l’intervento tra i differenti ambiti in cui si esprime e definisce la singola personalità: motorio, affettivo e cognitivo.

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Direttore sanitario: Medico specialista in Neurologia, Roberto Zarbo

Coordinatore: Maria Antonietta Solinas

Medico specialista in Neurologia, Gabriele Farina

Medico specialista in Neuropsichiatria Infantile, Valentina Pes

Medico specialista in Fisiatria, Tomasina Porcu

Assistente sociale: Antonella Onali

Psicologi: Ilaria Garbin, Teresa Pinna